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Regole del Dojo

Sebbene il Karate, ma in genere tutte le arti marziali, sia in fondo una disciplina sportiva, va detto che non è solo questo...
O meglio: è SI una disciplina sportiva ma che affonda le sue origini in antiche tradizioni orientali, dove esisteva una filosofia molto radicata - e in qualche caso anche molto rigida - relativamente alla condotta da tenere in particolari ambienti, come ad es. le corti nobiliari ma anche le scuole di arti marziali (Dojo).

Così come è previsto un "abbigliamento speciale" (il kimono), per la stessa ragione esistono alcune regolette per quanto riguarda il "comportamento".

Ciò non significa che per fare karate bisogna diventare dei superconvinti stile kamikaze o parlare come Toshiro Mifune ! ;-) però occorre quantomeno conoscere il REIGI o ETICHETTA DEL DOJO

Prima di proseguire vorrei ringraziare Karate-do.itMassimiliano Gironi webmaster di Glossario del Karate , siti da cui ho attinto per le realizzazione di questa sezione.

SALUTO A INIZIO O FINE DELLA LEZIONE

Il maestro fa disporre tutti gli allievi in fila rivolti verso il maestro, uno a fianco all'altro e in ordine di grado (in pratica alla propria destra si avrà l'allievo più anziano)

Il SEMPAI di turno (allievo anziano o, in generale, chi ha il grado più alto dopo il maestro) comanderà il SEIZA (seduti secondo il metodo tradizionale giapponese; in pratica inginocchiati, con il collo del piede "disteso" sul pavimento e sedendo sopra ai talloni).

Gli allievi, udito il comando, dovranno uno dopo l'altro in ordine di grado, mettersi in SEIZA per il saluto. Questa volta l'ordine sarà discendante: inizia il SEMPAI e termine l'ultima, sgfigatissima cintura bianca ;-)

Quindi il SEMPAI in posizione di SEIZA chiamerà il MOKUSO (meditazione e la pronuncia è più o meno "moksò"): il MOKUSO viene eseguito solitamente con il dorso delle dita (tranne il pollice) della mano destra che appoggiano praticamente nel palmo della mano sinistra e le punte dei pollici , a contatto, che imprimono una lieve forza opposta.
Visto che non è così facile descrivere senza figura (azz!) immaginate di porre le mani come se doveste impugnare un grosso tubo che esce dalla vostra pancia !

Durante il MOKUSO, solitamente alla fine della lezione, si recita il DOJO KUN (gli antichi "precetti" del Karate); il SEMPAI recita ad alta voce i principi del dojo uno per uno e gli altri allievi li ripetono ad alta voce.

Il SEMPAI determina la fine del MOKUSO con il comando MOKUSO YAME (Yame=fine) quindi inizia il saluto solitamente composto da tre fasi:

  • SHOMEN NI REI (in avanti, rivolto al maestro fondatore)
  • SENSEI NI REI (rivolto all'istruttore del Dojo)
  • OTAGAI NI REI (tra gli allievi sempre rivolti in avanti)

Ogni comando prevede un "inchino" dalla posizione di SEIZA, che fa venire in mente le preghiere mussulmane ;-)

Dopo il saluto il SEMPAI comanderà il KIRITZU (in piedi) e solo a questo punto gli allievi potranno alzarsi (sempre dal più anziano al più inesperto, prima la gamba destra) per iniziare o terminare la lezione.

Insomma: è un piccolo rito più difficile a dirsi che a farsi e che serve per entrare un pò nell'atmosfera del karate...

DOJO KUN

Come accennato sopra i Dojo Kun sono le regole del Dojo, precetti che vengono recitati solitamente alla fine della lezione mentre si effettua il Mokuso (meditazione).

Sembra che all'inizio fossero molti di più (circa una trentina) ma attualmente i più importanti sono 5:

HITOTSU, JINKAKU KANSEI NI TSUTOMURU KOTO

cerca di perfezionare il carattere

HITOTSU, MAKOTO NO MICHI O MAMURU KOTO

percorri la via della sincerità

HITOTSU, DORYOKU NO SEISHIN O YASHINAU KOTO

rafforza instancabilmente lo spirito

HITOTSU, REIGI O OMONZURU KOTO

osserva un comportamento impeccabile

HITOTSU, KEKKI NO YU O IMASHIMURU KOTO

astieniti dalla violenza a acquisisci l'autocontrollo

La pronuncia di queste regole può essere più decisa oppure più "morbida"; solitamente i dojo kun vengono pronunciati - almeno qui da noi - nel primo modo anche perché, grazie all'enfasi che viene dato alla pronuncia stessa, si provoca un maggiore movimento diaframmatico utile dal punto di vista fisiologico.

Inoltre (udite udite !) per gentilissima concessione di Karate-do.it (grazie ad Antonio Corrias: oss! :-), puoi ascoltare i dojokun in lingua giapponese.

ALTRE REGOLE

Quando si entra nel dojo e quando si esce per qualsiasi ragione, l'etichetta prevede che si saluti (se presenti) il maestro ed i compagni o, comunque, il dojo stesso con un breve inchino stando in piedi con le braccia lungo i fianchi, talloni uniti e punte dei piedi divaricate a 45 gradi.

Se si arriva in ritardo all'allenamento, ci si mette in SEIZA rivolti verso il maestro e si attende il suo saluto, a quel punto si esegue il saluto tradizionale e si entra.

Se si deve abbandonare l'allenamento prima del termine, si chiede il permesso al maestro poi, passando dietro a tutti, e mai davanti, ci si porta verso l'uscita, ci si mette in SEIZA rivolti verso il maestro e si attende il suo saluto: a quel punto si esegue il saluto tradizionale e si esce.

 

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